Truffa

La truffa è uno dei reati di cui il nostro studio si occupa con maggiore frequenza.

In cosa consiste il reato di truffa?

Per poter dimostrare che sia stata commessa una truffa, è necessario che sussistano tutte le seguenti circostanze:

  • Un imbroglio “precedente o concomitante” alla defraudazione. In altre parole, la prima circostanza che determina una truffa è che una persona inganni un’altra. L’inganno può consistere nell’utilizzo di un nome falso, nel millantare potere, capacità o presunte virtù, nel fingere di possedere certi beni, o determinate quantità sul conto corrente, o nel creare un’impresa immaginaria.

È importante aggiungere che suddetto inganno deve però essere “bastevole”, cioè deve essere sufficiente e proporzionato affinchè la persona che sta perpetrando la truffa possa raggiungere lo scopo che si era prefissata. Stiamo parlando di una menzogna capace di provocare nella persona a cui viene raccontata la volontà di donare o consegnare qualcosa in suo possesso, perciò è indispensabile che si tratti di un inganno abbastanza realistico da poter ingannare una persona dotata di un certo grado di perspicacia.

Esempio: se qualcuno mette in vendita un orologio di oro e diamanti a 30 euro, una persona abbastanza perspicace può facilmente dedurre che si tratta di un orologio falso. Quindi se decide di comprare l’orologio, non potrai sostenere di essere stato ingannato, visto che la truffa non è “bastevole”.

  • Errore del soggetto passivo: l’imbroglio, che come abbiamo detto deve essere bastevole, deve successivamente spingere la persona ingannata a commettere un errore. L’inganno, ai fini di causare l’errore, ha creato una conoscenza deformata o inesatta della realtà.
  • Atto di disposizione patrimoniale: come conseguenza dell’inganno, che a sua volta ha già provocato un errore nella persona ingannata, deve avvenire la consegna di certi beni in maniera volontaria, che arrechi un danno patrimoniale alla vittima.

Esempio: firmi un contratto con Mariano, che sostiene di essere l’amministratore di un importante fondo di investimento, nel quale stabilite che gli consegnerai 10.000 euro in cambio di una determinata rendita annuale. Visto che non sei consapevole che questo fondo di investimento in realtà non esiste, perché Mariano fa sembrare che il fondo sia reale (inganno bastevole), agisci supponendo che ti abbia detto la verità (errore), e di conseguenza fai un bonifico in favore di Mariano (atto di disposizione patrimoniale), ciò comporta una diminuzione di denaro sul tuo conto corrente (danno patrimoniale).

  • Scopo di lucro: l’obiettivo del truffatore è ottenere un beneficio ai danni della persona ingannata, per cui il danno causato e il beneficio ricavato sono strettamente legati.

Anche i seguenti comportamenti costituiscono il reato di truffa:

  • Avvalersi di certe manipolazioni informatiche o altri mezzi simili per ottenere la realizzazione di un bonifico non consentito ai danni del titolare del conto o di una terza parte
  • Fabbricare, introdurre, possedere o dare programmi informatici destinati in maniera specifica alla commissione di truffe
  • L’utilizzo di carte di credito o debito, o buoni viaggio, o dei codici che danno accesso a questi prodotti per realizzare operazioni che arrechino danni al titolare degli stessi o a terzi.

Infine, rientra in questa categoria di reati, secondo gran parte della dottrina e secondo la giurisprudenza, il delitto di truffa per omissione. Il soggetto che dovrebbe essere obbligato, in qualità di garante, ad evitare che la vittima commetta l’errore, decide invece di assumere un atteggiamento passivo.

Quantità defraudata

Nello stabilire la pena da infliggere per il reato di truffa sarà tenuto conto del valore della quantità defraudata. Se non eccede i 400 euro, la pena sarà in ogni caso una multa la cui quota può variare da due a venti euro per una durata di tempo da uno a tre mesi.

Quando si tratterà di quantità maggiori rispetto a quella menzionata per procedere alla decisione sulla condanna si farà riferimento, non solo al danno economico inflitto alla vittima, ma anche alla relazione che intercorre tra quest’ultimo e il truffatore, e ai mezzi utilizzati per realizzare la truffa. Saranno valutate insomma tutte le circostanze che potrebbero aggravare la condanna prevista.

Modalità del reato di truffa

Esistono anche modalità aggravate per il delitto di truffa che di conseguenza prevedono una condanna maggiore. Di seguito alcuni esempi:

  • Il delitto arrechi un danno a beni di prima necessità, abitazioni, o altri beni di riconosciuta utilità sociale
  • Il delitto sia perpetrato utilizzando la firma di un terzo oppure sottraendo o occultando qualche protocollo o documento pubblico o ufficiale
  • Nel caso in cui siano coinvolti beni che fanno parte del patrimonio artistico, storico, culturale o scientifico
  • Il delitto sia particolarmente grave per la situazione economica in cui lascia la vittima o la sua famiglia
  • Il valore di quanto defraudato superi la cifra di 50.000 euro
  • Il delitto arrechi danno ad un gran numero di persone
  • Se il truffatore per commettere il delitto si sia approfittato della relazione con la vittima o della sua credibilità professionale
  • Se dovesse trattarsi di una truffa processuale
  • Nel caso in cui sia almeno la terza volta che l’autore della truffa commetta un’infrazione di questo tipo. È però imprescindibile menzionare che gli antecedenti che sia stati archiviati non conteranno nel caso in questione.

Quali sono le pene per il reato di truffa?

  • Delitto minore di truffa: multa da uno a tre mesi
  • Truffa di tipo basico: carcere da sei mesi a tre anni
  • Truffa di tipo aggravato: carcere da uno a sei anni e una multa.

Si parla di una condanna da quattro a otto anni di prigione e una multa quando il valore della defraudazione supera i 250.000 euro.

Le persone giuridiche possono essere considerate autrici del delitto di truffa?

Le persone giuridiche possono senza dubbio compiere delitti di truffa. Le condanne in questo caso comporteranno il pagamento di una multa la cui quantità sarà concorde alla condanna di prigione che verrebbe imposta se il colpevole fosse una persona fisica.

  • Multa dal triplo a cinque volte superiore alla quantità defraudata quando il crimine, commesso da una persona fisica, avrebbe previsto una pena di più di cinque anni di carcere
  • Multa dal doppio al quadruplo della quantità defraudata nel resto dei casi

Inoltre, secondo le circostanze e il criterio del Giudice, potrebbero essere presi i seguenti provvedimenti:

  • La dissoluzione della persona giuridica. Ciò comporta la perdita definitiva della sua personalità giuridica.
  • Intervento giuridico per salvaguardare i diritti dei lavoratori o dei creditori durante il tempo che si consideri necessario, senza però che si oltrepassino i cinque anni.

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