Cerchiamo di ottenere in maniera pratica ed efficace il miglior risultato per i nostri clienti.

 

Nell’ambito del diritto penale il successo può significare l’assoluzione dopo il processo, l’ottenimento della libertà provvisoria con o senza cauzione prima del processo, l’annullamento della procedura durante le indagini, i migliori accordi con il pubblico ministero, il conseguimento della dichiarazione di nullità della procedura ecc…

Di seguito presentiamo una lista dei nostri recenti casi di successo ed interventi di rilievo.

OPERAZIONE “TANDEM”. AUDIENCIA NACIONAL. ORGANIZZAZIONE CRIMINALE. COMMISSARIO VILLAREJO. RICICLAGGIO DI DENARO, CORRUZIONE TRA PRIVATI.

 

Chabaneix Avvocati Penalisti si occuperà dell’accusa perpetrata ai danni di Gabriel Nguema Lima, attuale ministro delle miniere e degli idrocarburi della Guinea Equatoriale, figlio del presidente della Repubblica di Guinea, Teodoro Obiang Nguema.

Il nostro cliente è la principale vittima di questa causa mediatica, iniziata a causa del “Rapporto King” presumibilmente elaborato dall’ex commissario di polizia Josè Manuel Villarejo che, per conto di persone che si oppongono alla successione del nostro cliente in Guinea, e a cambio di elevate somme di denaro, avrebbe effettuato monitoraggi, indagini illegali e diffuso notizie false con l’unico scopo di screditare Gabriel Nguema Lima.

CASO VITALDENT. Audiencia nacional. Organizzazione criminale, frode fiscale, riciclaggio di denaro, truffa, appropriazione indebita, falsificazione…

 

CHABANEIX ABOGADOS si presenta nel caso Vitaldent in difesa di uno dei dirigenti dell’omonimo gruppo.

L’indagine del caso iniziò da parte di un tribunale di Majadahonda (Madrid), che si è poi inibito in favore dell’Audiencia Nacional.

La presunta truffa delle cliniche dentali prevedeva un complesso sistema fraudolento verso i franchisor, i clienti, i pazienti e il fisco in modo che la cupola dietro questo sistema ricevesse ogni anno 17,2 milioni di euro in nero, soltanto dalle 146 cliniche di proprietà della catena.

I reati contro il fisco si ritengono aggravati per la quantità defraudata, l’utilizzo di intermediari, la falsificazione di documenti, il riciclaggio di denaro continuato; il tutto perpetrato all’interno di un’organizzazione criminale.

Attualmente siamo riusciti ad ottenere l’archiviazione del caso per il nostro cliente, non essendo stata dimostrata la sua partecipazione nei crimini menzionati e presumibilmente commessi dagli altri dirigenti della società.

CASO “HOSPITAL GENERAL DE VALENCIA”. MALVERSAZIONE DI FONDI PUBBLICI, CORRUZIONE, FALSIFICAZIONE…

 

CHABANEIX ABOGADOS si presenta nel caso “Hospital General de Valencia”.

Si tratta di una vasta operazione di diversione di fondi pubblici a varie aziende legate al settore sanitario nella provincia di Valenza.

Gli agenti della UDEF (unità di crimini economici e fiscali) della polizia hanno registrato la sede del Dipartimento della Salute e l’Ospedale Generale di Valenza per sette ore, oltre alle sedi di diversi fornitori del dipartimento e dell’ospedale. Durante questa stessa operazione è stato arrestato, tra gli altri, Sergio Blasco, nipote dell’ex consigliere della Comunità di Valenza Rafael Blasco, anch’egli detenuto.

Continueremo con le informazioni.

OPERAZIONE TROIKA. MAFIA RUSSA, RICICLAGGIO DI DENARO, ORGANIZZAZIONE CRIMINALE. SOSPENSIONE DELLA PENA.

 

CHABANEIX ABOGADOS si è recentemente occupata del noto caso della mafia russa, conosciuto come “Operazione Troika”, che ha avuto un notevole riscontro mediatico, riguardando la quarta organizzazione criminale (Tambvoskaya) più importante del mondo.

L’istruzione del caso è stata effettuata dal giudice Baltasar Garzon, trattandosi fra l’altro di uno dei più importanti della sua carriera.

Il processo a questa potente rete criminale internazionale è durato cinque settimane nell’Audiencia Nacional. Il pm ha accusato quasi trenta persone dei reati di associazione a delinquere e riciclaggio continuato di denaro sporco.

Concretamente sul nostro cliente ricadeva l’accusa di essere stato l’assessore di uno dei quattro capi della mafia russa in Spagna per il riciclaggio di denaro.

Questo caso sta avendo un’enorme influenza nel mondo politico, giudiziario ed economico in Russia.

La petizione del pubblico ministero per il nostro cliente era di sette anni di carcere e una multa di 15 milioni di euro.

Alla fine l’Audiencia Nacional ha assolto l’imputato.

CASO “ARTE E NATURA” (AFINSA). AUDIENCIA NACIONAL. TRUFFA PIRAMIDALE, SOSPENSIONE DELLA PENA

 

È uno dei più grandi casi di truffa piramidale che si sono verificati in Spagna. Realizzata da un ex impiegato di Afinsa (gruppo societario spagnolo specializzato nell’investimento di francobolli e altri beni tangibili), ispiratosi al sistema fraudolento utilizzato dalla stessa Afinsa e dal forum filatelico, applicandolo però, anziché ai francobolli, alle opere d’arte. “Arte e Natura” ingannò per quasi dieci anni 19.360 persone, per un totale di 434 milioni di euro.

Il nostro cliente era un revisore contabile indipendente che aveva eseguito una revisione sulla società in riferimento ad un solo anno fiscale. Tuttavia, è stato ingiustamente accusato di numerosi reati come truffa aggravata continuata, reato di insolvenza, reato continuato di falsificazione di documenti commerciali e reato contro i consumatori.

Questa situazione ci portò a dover affrontare dodici capi d’accusa, alcuni dei quali prevedevano per il nostro cliente una pena fino a 23 anni di carcere.

Dopo il processo è stato condannato dall’Audiencia Nacional a quattro anni. Insoddisfatti di questo risultato, abbiamo portato il caso al Tribunal Supremo che ha assolto l’imputato da tutti i reati, tranne quello di falsificare i conti annuali della società indagata. Considerato quindi un collaboratore indispensabile, è stato condannato ad un anno di prigione.

La pena potrebbe essere sospesa, ciò significherebbe che, dopo undici anni di lotta, il nostro cliente potrebbe evitare del tutto la reclusione.

ESTRADIZIONE IN CINA. AUDIENCIA NACIONAL. ESTRADIZIONE ANNULLATA.

 

L’Audiencia Nacional iniziò una procedura per estradare in Cina un importante impresario di Hong Kong del settore marittimo e naturale. Veniva accusato di aver commesso un presunto reato di truffa e frode contrattuale multimilionaria nei confronti di un’azienda statale cinese.

Presentandoci in sua difesa, constatammo che il pm nel suo resoconto richiedeva che si procedesse alla suddetta estradizione perché non esisteva nessun elemento che lo impedisse. Tuttavia, dopo aver studiato dettagliatamente il caso, concludemmo che i fatti di cui si accusava il nostro cliente erano andati in prescrizione. Inoltre erano presenti una serie di errori procedurali, ad esempio i fatti descritti nella Red Alert dell’Interpol (mandato di arresto internazionale) erano completamente diversi da quelli esposti nella documentazione che la Cina aveva inviato ai tribunali spagnoli per ottenere l’estradizione.

Nonostante in un primo momento il pubblico ministero fosse contro di noi, in udienza davanti la sala, lui stesso riconobbe che esistevano cause impeditive, portate da noi alla luce, circa l’estradizione dell’imputato.

Alla fine, riuscimmo ad ottenere un esito favorevole per il nostro cliente perché l’estradizione venne dichiarata non appropriata.

REATO SOCIETARIO: TRIBUNALE PENALE DI MADRID, ASSOLUZIONE.

 

Quattro partner di una società dedicata allo sviluppo immobiliario furono accusati da un quinto socio di aver sfruttato il patrimonio della società a loro vantaggio.

A causa della crisi economica le proprietà terriere della società non si vendevano, quindi i nostri clienti decisero di acquistarle loro stessi. In CHABANEIX ABOGADOS abbiamo rappresentato tre dei quattro soci accusati.

Al processo il quarto partner fu condannato mentre tutti i nostri clienti sono stati assolti, visto che riuscimmo a dimostrare che non avevano commesso alcun crimine.

OPERAZIONE FÉNIX (MARIO CONDE): AUDIENCIA NACIONAL. RICICLAGGIO DI DENARO. ASSOCIAZIONE CRIMINALE, INSOLVENZA, FRODE FISCALE.

 

CHABANEIX ABOGADOS si presenta nell’operazione Fénix.

Si tratta di un’azione contro Mario Conde e la sua cerchia, a seguito di una denuncia presentata dall’ufficio del pubblico ministero per i reati di riciclaggio di denaro, associazione a delinquere, insolvenza punibile e reati contro il fisco.

Il processo è in corso di investigazione da parte della corte  d’Istruzione numero 1 dell’Audiencia Nacional.

Il nostro cliente è indagato per la presunta partecipazione nella struttura aziendale di Mario Conde e della sua cerchia, che si suppone fosse necessaria per evadere il pagamento della responsabilità civile (imposta nel caso Banesto più di 20 anni fa), il pagamento di tasse e riciclare denaro all’estero (Lussemburgo, Svizzera, Dubai ecc..)

Dopo due anni e mezzo di istruzione il caso è stato archiviato.

OPERAZIONE KOEMAN. AUDIENCIA PROVINCIAL DI SEGOVIA. TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI.

 

Nel corso di quest’operazione furono arrestate più di dieci persone con l’accusa di traffico di stupefacenti e di manipolazione di suddette sostanze.

Il processo ebbe luogo nel mese di febbraio 2018. Dopo cinque anni di istruzione, il nostro studio legale ha ottenuto la sospensione della pena per due dei nostri clienti, per i quali erano stati richiesti otto anni e mezzo di carcere. Non sconteranno neanche un giorno di prigione.

OPERAZIONE CARDÓN. AUDIENCIA NACIONAL. RICICLAGGIO, ORGANIZZAZIONE CRIMINALE, CORRUZIONE, TRAFFICO INTERNAZIONALE D’ARMI.

 

CHABANEIX ABOGADOS difende il principale imputato dell’operazione Cardón, uno dei più grandi casi di riciclaggio di denaro legato al traffico internazionale di armi.

ESTRADIZIONE IN ALGERIA. AUDIENCIA NACIONAL. ESTRADIZIONE ANNULLATA.

 

Il nostro cliente, un uomo d’affari del settore cosmetico, viene chiamato in causa in Algeria per scontare una pena di cinque anni di carcere che era stata pronunciata in sua assenza.

L’Italia aveva precedentemente negato la sua estradizione in Algeria per la stessa richiesta, ma il nostro cliente, entrando in Spagna, viene nuovamente arrestato dovendo affrontare un altro processo con caratteristiche simili, seppure i motivi per cui l’Italia aveva rifiutato l’estradizione non fossero applicabili al caso spagnolo.

Dopo un attento studio delle nuove procedure di estradizione, abbiamo concluso che l’estradizione avrebbe dovuto essere rifiutata per assenza del principio della doppia incriminazione, infatti anche se era stato condannato in Algeria, in Spagna la sua condotta non sarebbe stata costitutiva di reato, bensì di un mero illecito amministrativo.

Quest’argomento è stato riconosciuto valido dai giudici e l’estradizione in Algeria è stata finalmente respinta.

CASO IMPERATORE (GAO PING). AUDIENCIA NACIONAL. MAFIA CINESE, RICICLAGGIO DI DENARO, FRODE FISCALE, ORGANIZZAZIONE CRIMINALE.

 

CHABANEIX ABOGADOS si presenta nel caso Imperatore.

Si tratta di una maxi-investigazione che dura da circa sei anni nell’Audiencia Nacional, contro la denominata “mafia cinese” presumibilmente gestita dal noto impresario Gao Ping.

Il nostro cliente è stato accusato, oltre di essere implicato nella summenzionata organizzazione criminale, più concretamente di essere l’artefice di operazioni di riciclaggio di denaro che trasferiva dalla Spagna ad altri paesi dell’Unione Europea attraverso la sua azienda. Dichiarato ricercato internazionale, viene catturato all’estero e trasferito agli arresti in Spagna.

La sua famiglia ha richiesto il nostro aiuto e d’immediato siamo riusciti ad ottenere la libertà provvisoria. Attualmente continua la gestione di quest’estesa investigazione.

REATO SOCIETARIO. TRIBUNALE D’ALMERIA. PROSCIOGLIMENTO E ARCHIVIAZIONE.

 

Il nostro cliente è stato denunciato dai consoci di un’impresa nella quale egli era ugualmente partecipe; tale impresa si occupa di compravendita, gestione e distribuzione di rifiuti. Costoro lo accusavano di aver ricevuto a suo nome e per il suo beneficio personale delle quantità di denaro che erano state restituite dal fisco in favore dell’intera società per un ammontare di oltre un milione di euro.

In seguito a questi eventi l’accusa si è ampliata anche nei confronti dei figli del nostro cliente per il supposto reato di spoliazione delle attività.

In CHABANEIX ABOGADOS ci siamo presentati in difesa di tre imputati.

Alla fine, dopo svariati mesi di lotta giudiziaria e di negoziazione con la controparte, il caso è stato prosciolto ed archiviato per i nostri clienti, evitandogli in tal modo di venire citati in tribunale.

CASO COBALT GANG. AUDIENCIA NACIONAL. HACKERS RUSSI. CYBER CRIMINALITÀ INTERNAZIONALE.

 

Luis Chabaneix si presenta come avvocato difensore di un hacker russo, considerato il più grande cyber ladro del mondo.

Si presume che il nostro cliente fosse a capo della parte tecnica di un’organizzazione internazionale che si occupava di svaligiare sportelli automatici e banche in tutto il mondo. Attraverso l’hackeraggio, cioè la manipolazione dei sistemi informatici bancari tramite malware (malicious software) come Carnabank o Cobalt, apparentemente il nostro cliente faceva in modo che atm in tutto il mondo emettessero il denaro che avevano a disposizione in un determinato momento, a quel punto altri membri della stessa organizzazione andavano a ritirarlo per poi convertirlo in criptovaluta, in questo modo occultavano le ingenti somme di denaro così ottenute.

OPERAZIONE SHOPPING. AUDIENCIA NACIONAL. MAFIA CINESE. RICICLAGGIO DI DENARO, FRODE FISCALE, ORGANIZZAZIONE CRIMINALE.

 

CHABANEIX ABOGADOS si presenta nell’Operazione Shopping.

Oltre 60 persone furono arrestate nel noto poligono Cobo Calleja di Madrid, perchè si presumeva collaborassero con un’organizzazione criminale cinese dedita al riciclaggio di denaro, alle frodi fiscali e al contrabbando.

Verosimilmente i membri dell’organizzazione, per riciclare il denaro, lo consegnavano a gruppi di turisti cinesi incaricandoli di acquistare prodotti di lusso come borse o gioielli, così inoltre potevano approfittarsi del fatto che i turisti, non essendo residenti dell’Unione Europea, avevano diritto alla restituzione dell’IVA.

Siamo riusciti ad ottenere la libertà provvisoria per i nostri clienti mentre il caso continua aperto.

CASO FATTURE. AUDIENCIA PROVINCIAL DE ALMERIA. MALVERSAZIONE DI FONDI PUBBLICI, PREVARICAZIONE E FRONDE ALL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA.

 

Nei prossimi mesi di dicembre e gennaio, di fronte all’Audiencia Provincial de Almeria, avranno luogo le diciotto sessioni del processo del denominato “Caso Fatture” del Patronato del turismo della Giunta Provinciale.

Alcuni membri della Giunta almeriense sono accusati di aver tramato un piano grazie al quale si sarebbero appropriati di più di 600.000€ di fondi pubblici per benefici personali, avendo concordato con diversi impresari l’emissione di fatture false.

OPERAZIONE LINGOTTI. AUDIENCIA PROVINCIAL DE SARAGOZZA. TRUFFA E ORGANIZZAZIONE CRIMINALE.

 

CHABANEIX ABOGADOS vengono nominati per difendere un impiegato di ArcelorMittal a Saragozza, accusato sia di truffa aggravata e continuata che di appartenere ad un gruppo criminale.

Si tratta di un’indagine nei confronti di diversi lavoratori della multinazionale ArcelorMittal, per una presunta truffa che ammonterebbe a vari milioni di euro.

Il processo avrà luogo nella città di Saragozza a partire dal 12 marzo 2018. Seguiranno nuove informazioni.

DELITTO DELL’ALBUFERETA. AUDIENCIA PROVINCIAL DE ALICANTE. OMICIDIO. ASSOLUZIONE.

 

Si tratta di uno dei più recenti casi criminali di maggior rilievo di Alicante. Due giovani francesi erano stati accusati di aver ucciso di botte una prostituta. La magistratura aveva chiesto una pena di 15 anni di prigione per entrambi.

Il nostro cliente si trovava a dover affrontare l’accusa di omicidio di fronte al giudizio popolare, nonostante non avesse partecipato al crimine, che era stato infatti commesso dall’altro imputato.

Nel corso del processo fummo in grado di dimostrare che il nostro cliente era arrivato in un secondo momento sul luogo del delitto e dove si trovava il corpo. Aveva contribuito solo a spostare il cadavere e a pulire la scena del crimine.

Per questo motivo, non è stato condannato per omicidio bensì per occultamento ed è stato possibile metterlo in libertà.

TRAFFICO DI DROGA. TRIBUNALE DI LEGANÉS. ANNULLAMENTO DELL’ENTRATA E DELL’ISPEZIONE E ARCHIVIAZIONE DELLA CAUSA.

 

In questo caso il nostro cliente era un giovane madrileno, arrestato durante un’operazione di polizia che ebbe luogo nella località di Leganés. Nel corso della suddetta operazione fu sequestrata una certa quantità di differenti droghe (hashish, cocaina, marijuana e pasticche), insieme a vari utensili destinati ad essere utilizzati per la vendita delle stesse droghe e denaro in contanti separati nell’abitazione in cui risiedeva illegalmente il nostro cliente.

Effettivamente, i crimini di traffico di droga e di usurpazione di un bene immobile erano stati commessi e sembrava che una condanna al carcere fosse inevitabile. Però, non considerandoci soddisfatti di un risultato del genere, decidemmo che la linea di difesa si concentrasse su una minuziosa analisi del procedimento, in virtù di ciò vennero riscontrati difetti formali che comportavano la lesione dei diritti fondamentali del nostro cliente.

In concreto ci rendemmo conto di due difetti procedurali: da un lato, l’entrata e l’ispezione dell’abitazione si svolsero senza che ci fosse nessun presupposto legale che le potessero giustificare e, dall’altro era stata rotta la catena di custodia delle droghe per più di dodici ore.

Alla luce di tutto questo, sulla base della nostra richiesta di archiviazione, riuscimmo ad ottenere il risultato cercato.

OPERAZIONE PÓLVORA. TRIBUNALE ISTRUTTORIO DI MADRID. MAFIA CINESE. TRUFFA FISCALE. ORGANIZZAZIONE CRIMINALE.

 

CHABANEIX ABOGADOS si presenta nell’operazione Pólvora, un’estesa operazione di polizia contro la truffa delle operazioni di importazione massiva di container provenienti dalla Cina.

Questo procedimento, particolarmente complesso, punta a crimini di riciclaggio di denaro, gruppi criminali, delitti nei confronti del fisco europeo, falsificazioni di documenti mercantili ecc…

Attualmente, a seguito degli arresti portati a termine, il nostro cliente è in libertà provvisoria.

OPERAZIONE SPES NOSTRA. AUDIENCIA NACIONAL. TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI. 3,500 KG DI COCAINA.

 

L’operazione Spes Nostra tratta di uno dei più grandi sequestri di cocaina per via marittima. Si confiscarono più di 3,500 kg della menzionata sostanza a Denia.

Nell’anno 2010 il nostro studio di avvocati si presentò nel suddetto procedimento per esercitare la difesa di uno dei membri dell’equipaggio di origine francese che si trovava a bordo dell’imbarcazione diretta in Venezuela.

Dopo l’udienza il nostro cliente fu assolto.

Nella stessa imbarcazione si trovava un altro cittadino francese che però non poteva essere giudicato perché stava scontando in Francia una pena di diciassette anni di carcere per aver assalito dei furgoni blindati.

Nonostante ciò era imputato e in attesa del processo.

Il primo problema di questa questione era che, essendo agli arresti in Francia, il procedimento spagnolo non poteva avanzare finchè il nostro cliente non avesse compiuto la totalità della pena che gli era stata imposta, cosa da noi ritenuta inaccettabile.

Così mettemmo in marcia meccanismi di cooperazione giuridica europea affinchè, nonostante l’arresto, si potesse andare avanti con il procedimento in Spagna.

Ottenuto questo primo risultato, presentammo una richiesta di archiviazione che fu accettata, comportando la libertà del nostro cliente e come già detto l’archiviazione in Spagna, senza dover arrivare al processo, e l’assoluzione.

OPERAZIONE PARAKA. AUDIENCIA NACIONAL. TRAFFICO INTERNAZIONALE DI 1,500 KG DI COCAINA

 

Il nostro compito in questo procedimento era quello di difendere tre imputati indagati per la loro partecipazione in una rete che si occupa del traffico illegale di stupefacenti. L’operazione terminò con il sequestro di oltre 1,500 kg di cocaina.

All’inizio del processo ottenemmo l’archiviazione per uno degli imputati. In seguito, dopo l’udienza durante la quale il pubblico ministero aveva richiesto una condanna di 13 anni e mezzo, riuscimmo ad ottenere una condanna all’allontanamento dal territorio spagnolo.

KOMI KOUTCHÈ, EX MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE DELLA REPUBBLICA DEL BENIN

 

Chabaneix Abogados ha difeso il Signor Koutchè, accusato nel suo paese di crimini quali appropriazione indebita di fondi pubblici, traffico d’influenza e riciclaggio di denaro sporco; dopo che le autorità del Benin avevano richiesto la sua estradizione al Regno di Spagna.

Lo studio ha ottenuto in questa materia la sua prima vittoria dopo la liberazione provvisoria del Signor Koutchè, perché ha denunciato la malafede delle autorità del Benin che hanno basato la loro richiesta su un mandato precedentemente revocato.

È infatti opportuno sottolineare che le elezioni parlamentari nel paese del Signor Koutchè si sarebbero svolte entro pochi mesi dall’accaduto ed egli era uno dei candidati di maggior rilievo.

CHABANEIX ABOGADOS SI PRESENTA NELL’INVESTIGAZIONE SUL CASO APOLONIA O IDENTAL

 

Si tratta di una maxi-causa nella quale si indaga una presunta frode portata avanti attraverso una rete di cliniche dentali, presenti sull’intero territorio nazionale. Inoltre reati, come la concorrenza sleale e il riciclaggio di denaro, sono oggetto d’indagine nell’ambito di tale processo.

Presumibilmente nelle cliniche iDental, sarebbero stati eseguiti trattamenti a basso costo che avrebbero causato problemi odontologici ad alcuni pazienti, oppure che i suddetti trattamenti non sarebbero stati portati a termine nonostante fossero già stati pagati attraverso un sistema di finanziamento offerto dalla clinica stessa. Sono state arrestate dieci persone sulla base di questi avvenimenti, eppure i nostri clienti sono stati messi in libertà la mattina successiva all’arresto. Si prevede un’indagine lenta e complessa, considerando che esistono ancora numerosi tribunali che si stanno occupando di singole rivendicazioni e che dovranno limitarsi in favore dell’Audiencia Nacional e trattare il caso congiuntamente.

CHABANEIX ABOGADOS PENALISTAS NELL’OPERAZIONE ALPINE

 

Risultato di un’indagine che ebbe inizio nel 1999 su tre organizzazioni guidate da criminali internazionali: John Palmer, Mohamed Derbah e Dennis New.

La sopraccitata indagine si è sviluppata sotto la direzione del giudice D. Baltasar Garzon e si è conclusa dopo quasi vent’anni con il processo programmato per gennaio e febbraio del 2019. La maggior parte degli eventi hanno avuto luogo in Spagna, soprattutto nelle Isole Canarie, nonostante l’organizzazione criminale agisse a livello internazionale.

I nostri clienti sono stati accusati di appartenere al sopraccitato gruppo criminale guidato dal defunto John Palmer, di truffa legata alla multiproprietà e di riciclaggio di denaro.

In primo luogo le accuse riguardano l’inganno perpetrato ai danni di clienti stranieri, i quali sarebbero stati convinti a firmare contratti che, per un certo prezzo, stipulavano l’acquisto di pacchetti vacanza che prevedevano l’usufrutto di appartamenti situati in diverse parti del mondo. Considerando che ad ogni persona spettava un determinato periodo di tempo per tale usufrutto, era consentito l’intercambio delle date. Inoltre la società assicurava il rimborso dei soldi investiti in caso di scissione del contratto.

Esistono varie denunce da parte di clienti insoddisfatti a causa di presunti mancati rimborsi, impossibilità di godere del soggiorno negli appartamenti o altre circostanze. Ed infine sono stati accusati di fornire parte del denaro ottenuto tramite queste presunte truffe all’organizzazione criminale in questione.

AUDIENCIA PROVINCIAL DE ZAMORA. ORGANIZZAZIONE CRIMINALE E DELITTO CONTINUATO DI FURTO CON USO DI VIOLENZA. CONDANNA A TRATTAMENTO MEDICO SENZA PRIGIONE.

 

In questo procedimento il nostro cliente si trovava a dover affrontare una possibile condanna a cinque anni per essere membro di un’organizzazione che si dedicava al furto di cani levrieri da competizione, questi cani sono molto quotati e hanno un valore di mercato di svariate migliaia di euro ognuno.

Il processo durò anni e consisteva di più di 6,000 pagine.

Alla fine, il nostro cliente non venne condannato a scontare la pena in carcere, ma a dover realizzare un trattamento della durata di sei mesi come misura di sicurezza.

AUDIENCIA NACIONAL. FALSIFICAZIONE DI DENARO. SOSPENSIONE DELLA CONDANNA.

 

In questo procedimento era sotto processo un gruppo criminale dedito alla creazione di carte di credito false e al loro successivo utilizzo e vendita illecita.

Questo tipo di delitto è particolarmente complesso visto che il nostro Codice Penale assimila la falsificazione di carte di credito alla falsificazione di denaro, come se si trattasse di banconote. Le pene possono superare i dieci anni di carcere.

Il caso si presentava molto difficile per il nostro cliente, in quanto l’accusa aveva chiesto una condanna a sei anni di prigione per il crimine di falsificazione di denaro, tre anni per l’appartenenza a un’organizzazione criminale e due anni per truffa (l’utilizzo di un mezzo elettronico come una carta di credito appunto, qualifica il delitto non solo come falsificazione ma anche come truffa).

Il rischio di essere condannato era molto elevato e rappresentava un vero e proprio dramma per il nostro cliente, dato che da quando aveva commesso il reato in giovane età si era allontanato completamente dal mondo criminale, portando avanti una vita totalmente ordinata arrivando anche a compiere gli studi universitari.

Fortunatamente il risultato non potè essere migliore. Fu condannato a due anni e 10 mesi di carcere (due anni per il reato di falsificazione, cinque mesi per l’organizzazione criminale e cinque per la truffa).

In ogni caso il problema non era risolto. Infatti, quando venne commesso il delitto, il Codice Penale in vigore esigeva che, per ottenere la sospensione della pena, la condanna non superasse i due anni di prigione. Quindi, nel nostro caso, la condanna di due anni e mezzo voleva dire entrare effettivamente in carcere.

Trovammo una soluzione: durante la fase esecutiva del processo richiedemmo che fosse applicata la nuova normativa corrispondente all’ultima riforma del Codice Penale del 2015. Anche se la normativa era posteriore all’esecuzione del delitto, fu possibile richiedere la sua applicazione nonostante il principio di non retroattività delle normative quando rappresentano un beneficio per il colpevole (si tratta di un’eccezione).

La nuova normativa prevede quanto segue: sarà possibile ottenere eccezionalmente la sospensione della condanna che superi i due anni se nessun delitto per cui si viene giudicati supera gli stessi due anni. Nel nostro caso, anche se la condanna nella sua totalità superava i due anni, per nessuno dei tre reati superava questo limite.

Ottenemmo così la sospensione della pena e il nostro cliente non è mai entrato in prigione.

OPERAZIONE PIUL. OMICIDIO/ASSASSINIO. ARGANDA DEL REY. ACCUSA PRIVATA.

 

Il qui presente caso è uno dei più complicati che il nostro studio abbia mai dovuto affrontare.

Si tratta dell’atroce omicidio di un giovane di 28 anni, con l’aggravante che il suo presunto autore, fece sparire il corpo con l’aiuto di altri detenuti squartandolo e dandogli fuoco.

Chabaneix Abogados si occupa dell’accusa privata in rappresentanza della famiglia che è stata distrutta da quest’avvenimento.

ERRORE NELL’IDENTIFICAZIONE DI UN INDAGATO. AUDIENCIA NACIONAL, TRAFFICO DI DROGA, ERRORE NELL’IDENTIFICAZIONE, LIBERTÀ, ARCHIVIAZIONE.

 

In questa causa l’Audiencia Nacional indaga oltre venti persone che farebbero parte di una banda criminale organizzata dedita al narcotraffico. Uno degli arrestati, anni fa, ammise di aver utilizzato un nome e un passaporto rubato. Dopo essere stato messo in libertà sparì, guadagnandosi un mandato di ricerca e cattura internazionale, però erroneamente attribuito al nome che appariva sul passaporto rubato e non a quello reale dell’indagato.

Dopo alcuni anni, il titolare del passaporto rubato, che era all’oscuro che la sua identità fosse stata utilizzata da un criminale, venne arrestato. Quando il cliente si mise in contatto con noi, si trovava in carcere già da tre mesi, visto che nessuno aveva creduto alla sua innocenza e che non aveva avuto niente a che vedere con le questioni dell’indagine.

Dal nostro studio arrivò una richiesta per un controllo del rilevamento delle impronte digitali per poter dimostrare che c’era stato un errore nell’identificare l’indagato, per questo l’Audiencia Nacional ha decretato la libertà del nostro cliente senza imputazioni.

TRIBUNALE PENALE 19 DI MADRID. DELITTO DI LESIONI AGGRAVATE. SOSPENSIONE DELLA PENA.

 

In questo caso il nostro cliente era sotto processo in seguito a una durissima rissa, durante la quale aggredì la vittima con una bottiglia, causandole gravissime ferite e cicatrici sul volto e sul cranio.

L’aggressione era così pesante che l’accusa richiese una pena di quattro anni di carcere per l’imputato.

Alla fine, raggiungemmo un accordo. La pena si ridusse a un anno e sei mesi evitando così una possibile condanna di più di due anni e l’ingresso in carcere. La condanna venne sospesa.

TRIBUNALE PENALE 3 DI BENIDORM. TRAFFICO DI DROGA. COLTIVAZIONE DI MARIJUANA. SOSPENSIONE DELLA CONDANNA.

 

In questo caso erano sotto processo dei cittadini olandesi che avevano creato una piantagione di marijuana in uno chalet di Benidorm utilizzando mezzi quasi industriali. Erano accusati di crimini contro la salute pubblica e furto di energia elettrica.

La condanna iniziale superava i due anni di carcere, che avrebbe voluto dire entrare effettivamente in prigione.

Arrivammo a un accordo con l’accusa. La pena venne ridotta a sette mesi di prigione per poi essere sospesa.

AUDIENCIA PROVINCIAL DI TOLEDO. RICEZIONE DI MERCE RUBATA. POSSESSO DI ARMI DA GUERRA, GUIDA SPERICOLATA, ATTENTATO CONTRO L’AUTORITÀ.

 

Questo procedimento ebbe inizio con un incredibile assalto avvenuto nalla città di Orleans, poco distante da Parigi.

All’uscita dei magazzini di Christian Dior, venne sottratto usando fucili kalashnikov (AK-47) un camion blindato pieno di profumi e prodotti cosmetici della prestigiosa marca. Il valore della mercanzia superava il milione di euro.

Il nostro cliente venne intercettato vicino Orgaz (provincia di Toledo) mentre guidava un camion pieno di tutta la merce rubata in Francia.

All’interno dello stesso camion fu trovato un fucile d’assalto tipo kalashnikov.

Come se non fosse abbastanza, il guidatore cercò di fuggire e affrontò gli agenti che l’avevano fermato.

Il caso si prospettava veramente difficile considerando che la somma delle condanne richieste dal pubblico ministero avrebbero superato i quindici anni di carcere. Soltanto il possesso di armi da guerra, il kalashnikov, poteva prospettargli una pena di fino a dieci anni di reclusione e a un minimo di quattro.

Alla fine il nostro cliente fu condannato per il totale di tutti i reati commessi a dover scontare soltanto tre anni.

TRIBUNALE PENALE 2 DI ALICANTE. INCIDENTE STRADALE. LESIONI GRAVI E OMISSIONE DI SOCCORSO.

 

Il nostro cliente era stato responsabile di un incidente stradale che aveva causato gravi lesioni.

Non si trattava di un caso di guida in stato di ebrezza o sotto l’influenza di droghe, bensì di un signore anziano che stava guidando ad una velocità eccessiva e che si era addormentato al volante. Inoltre, in seguito all’incidente era scappato, motivo per il quale era stato imputato anche per il delitto di omissione di soccorso.

L’accusa privata richiedeva per l’imputato la condanna a quattro anni di carcere.

Dopo il processo, fu condannato a soltanto tre mesi di prigione che vennero sospesi.

TENTATO OMICIDIO. GUADALAJARA. CONDANNA SOLO PER LESIONI.

 

Anche questo caso si presentava particolarmente delicato. Durante una rissa tra due bande rivali che stavano regolando dei conti, il nostro cliente sparò a uno dei suoi avversari con un’arma da fuoco.

Quest’ultimo risultò gravemente ferito ad una spalla non lontano dal petto, ragion per cui l’accusa privata, considerando che era stata messa in pericolo la vita della vittima, chiedeva una condanna a otto anni di prigione per tentato omicidio.

Fummo capaci di dimostrare che, nonostante la ferita, non era mai esistito il rischio che la persona colpita perdesse la vita.

Il risultato ottenuto fu una condanna per lesioni aggravate e al nostro cliente venne inflitta la pena di un anno e sei mesi di carcere.

Trattandosi della sua prima condanna ed essendo inferiore a 24 mesi, non entrò in prigione.

OMICIDIO COLPOSO. REQUENA (VALENCIA). ARCHIVIAZIONE DELLA CAUSA.

 

Questo procedimento ha origine in un grave incidente che si verificò il giorno dell’Epifania dell’anno 2015.

Il guidatore di una gru morì scontrandosi con il veicolo di alcuni ragazzi che stavano tornando da una festa illegale.

Il conducente del veicolo contrario, il nostro cliente, venne arrestato e detenuto nel carcere di Picassent con l’accusa di omicidio colposo nei confronti del gruista.

Dopo una lunga battaglia legale, riuscimmo a farlo uscire su cauzione.

La cosa particolare di questo procedimento era che, dopo aver letto le testimonianze dei presenti nel momento dell’accaduto, e il rapporto della Guardia Civil, ci rendemmo chiaramente conto del fatto che l’errore alla guida che aveva provocato l’incidente era imputabile al gruista e non al nostro cliente.

Il problema però era rappresentato dal fatto che il nostro cliente era risultato positivo al test della droga. Tenendo in conto questa circostanza e il fatto che si trattava di un ragazzo appena uscito da una festa illegale, il caso si prospettava molto complicato.

Riuscimmo comunque a dimostrare che, non soltanto l’errore alla guida non era imputabile al nostro imputato ma anche che le tracce di droga che erano state trovate, corrispondevano al giorno precedente l’incidente e i rapporti forensi confermarono che questi residui di droga non avevano avuto effetto sulla guida del giovane imputato che, secondo i testimoni, aveva rispettato i limiti di velocità e stava guidando secondo le norme stradali.

Dopo vari mesi di lotta, il procedimento fu archiviato per il nostro cliente che non venne processato con l’accusa di omicidio colposo.

Audiencia Provincial di Madrid. Traffico di droga con aggravanti. Sospensione della condanna.

 

Il nostro cliente era un volto noto alla polizia madrilena per essere solito a dedicarsi al traffico di stupefacenti nelle discoteche della capitale.

In passato era già stato arrestato per questo stesso motivo però i nostri avvocati erano riusciti a far archiviare il procedimento.

Stavolta però la situazione era più complicata della precedente. All’uscita della discoteca, gli erano stati sequestrati vari grammi di cocaina, pasticche di MDMA e boccette di GHB, mentre si presume che stesse per venderle a qualcuno.

La pena richiesta dal pubblico ministero era di quattro anni e sei mesi di prigione e, considerando che era stato preso in fragranza di reato con l’aggravante di esercitare la vendita in un luogo pubblico, si prospettava un’entrata in carcere quasi certa.

Ottenemmo una condanna a un anno e sei mesi di prigione, però trattandosi della sua prima ferma condanna ed essendo inferiore a due anni fu possibile richiedere la sospensione della stessa ed evitare l’ingresso in carcere.

ANDORRA, LA SEU D’URGELL E LLEIDA. CONTRABBANDO DI TABACCO E FALSIFICAZIONE DI DOCUMENTI PUBBLICI.

 

Il nostro cliente venne arrestato in Andorra mentre si trovava in possesso di un carico di tabacco non dichiarato. Inoltre aveva modificato la targa della sua auto per evitare che lo identificassero a bordo del veicolo.

La pena richiesta era di due anni di carcere. In un primo momento ottenemmo la pena minima di sei mesi.

In virtù della normativa vigente ed essendo la pena non superiore a sei mesi, fu possibile richiedere che tale pena fosse integramente trasformata in una multa.

Così il caso si risolse con il pagamento di una multa di 2.700 euro senza nessuna condanna al carcere.

COLTIVAZIONE DI MARIJUANA. CIUDAD REAL. SOSPENSIONE DELLA PENA.

 

Gli agenti del SEPRONA (Servizio di protezione dell’ambiente naturale) avevano rintracciato nei campi del nostro cliente una coltivazione di marijuana.

La quantità di marijuana sequestrata oltrepassava i 10 kg, perciò era ritenuta un’entità importante.

La pena minima per questo tipo di delitto è di tre anni di prigione, superando i due anni suppone quindi l’effettivo ingresso in carcere.

L’accusa arrivò a chiedere la pena a quattro anni.

Alla fine, ottenemmo la condanna ad appena un anno evitando così il carcere al nostro cliente.

TRIBUNALE PENALE DI GIRONA. LESIONI AGGRAVATE.

 

Durante una zuffa il nostro cliente pugnalò uno dei suoi aggressori. Le lesioni erano state causate grazie all’utilizzo di un oggetto contundente. Si trattava di lesioni gravi, nella zona del viso e del collo, vicino alle arterie.

L’accusa chiedeva una pena di reclusione di cinque anni e, superando i 24 mesi, avrebbe voluto dire l’effettivo ingresso in carcere.

Alla fine, ottenemmo una condanna di un anno e il riconoscimento della responsabilità civile.

La pena venne sospesa e il nostro cliente non entrò in prigione.

TRIBUNALE PENALE DI LAS PALMAS DE GRAN CANARIA. ANNULLAMENTO DELL’INGRESSO IN CARCERE.

 

Questo caso vede il nostro cliente davanti ad un difficile problema: il suo imminente ingresso in carcere per scontare la sua condanna.

L’imputato era stato condannato a un anno e nove mesi di carcere per un delitto di falsificazione di documenti. Trattandosi della sua prima condanna, fra l’altro inferiore a 24 mesi, fu decretata la sospensione della stessa. Però il nostro cliente non avrebbe dovuto delinquere per i successivi due anni.

Il problema si presentò quando commise un nuovo delitto in quest’arco di tempo e il Tribunale decise di revocare il beneficio precedentemente concessogli della sospensione della prima condanna, decretando il suo ingresso immediato in carcere.

Prontamente i nostri avvocati bloccarono l’ingresso in carcere presentando una richiesta di indulto. Venne presentata una copia di questa richiesta al Tribunale Penale a carico dell’esecutivo, sollecitando la remissione della pena fino alla decisione sull’indulto.

Questo stratagemma ci permise, in un primo momento, di evitare l’entrata in prigione del nostro cliente e di guadagnare tempo per studiare in maniera corretta e approfondita il procedimento e cercare una soluzione alla situazione.

Dopo aver studiato il caso, organizzammo la seguente strategia. Il nostro cliente era stato condannato secondo il vecchio Codice Penale. La normativa di allora stabiliva che chi aveva sulle spalle una condanna sospesa, commettendo un nuovo reato avrebbe perso il beneficio della sospensione e quindi avrebbe dovuto compiere la pena precedentemente impostagli.

Richiedemmo l’applicazione del nuovo Codice Penale entrato in vigore a luglio del 2015. Il nuovo Codice infatti contempla la possibilità di mantenere la sospensione della condanna anche avendo commesso un altro delitto durante lo stesso periodo della sospensione, analizzando comunque caso per caso e dipendendo dalla gravità del nuovo reato. Nel nostro caso il nuovo reato non aveva nulla a che vedere con il primo. In generale, quando una norma è posteriore alla commissione di un reato, non può essere richiesta la sua applicazione in virtù del principio di non retroattività delle leggi. Però questo principio comporta un’eccezione: quando la norma è posteriore però beneficia il condannato, quest’ultimo può chiedere la sua applicazione, ed era questo il nostro caso.

Alla fine, il Tribunale mantenne in vigore la sospensione della pena del nostro cliente che non entrò in prigione.

AUDIENCIA NACIONAL. DELITTO CONTRO LA SALUTE PUBBLICA. ARCHIVIAZIONE.

 

Il nostro cliente era indagato per la sua presunta partecipazione in rete criminale dedita al traffico di stupefacenti. L’operazione poliziesca che aveva portato al suo arresto e quello di altre persone era terminata anche con il sequestro di più di 1,400 kg di cocaina, varie auto e denaro in contanti.

Dopo aver studiato il caso, ci accorgemmo che le accuse mosse contro il nostro l’imputato erano mere congetture e si basavano soltanto sul fatto che egli si trovasse insieme agli altri indagati, che erano tenuti sotto controllo e monitorati dalle Forze di Polizia dello Stato.

Quindi data l’esistenza di un semplice indizio di accompagnamento, richiedemmo l’archiviazione della causa, che ci venne accordata.

TRIBUNALE PENALE DI MOSTOLES. ATTENTATO CONTRO L’AUTORITÀ. LESIONI. GUIDA SPERICOLATA E RECIDIVITÀ. MULTA E SOSPENSIONE DELLA PENA.

 

Il nostro cliente era conosciuto dalla giustizia per essere stato già condannato in altre occasioni.

In quest’ultimo caso, rischiava di dover scontare una pena di cinque anni di carcere richiesta dall’accusa per vari delitti, tra i quali due aggressioni violente a due agenti che avevano avuto come risultato grave lesioni per entrambi.

Tenuto conto della gravità del delitto e delle molteplici condanne anteriori, la possibilità di entrare in prigione era molto alta.

Dopo l’udienza, dei cinque anni richiesti dal pubblico ministero, ottenemmo una pena di soli nove mesi, che venne poi sospesa. Il nostro cliente evitò così un ingresso in carcere altrimenti quasi certo.

AUDIENCIA PROVINCIAL DI SAN SEBASTIÁ TRAFFICO DI EROINA. RECIDIVITÀ.

 

I nostri clienti erano stati intercettati a Irun, al confine con la Francia, mentre stavano per trasportare una quantità di eroina per poi rivenderla.

Uno degli imputati non aveva antecedenti legati a reati simili, mentre l’altro era stato condannato in precedenza per gli stessi fatti in Francia e aveva anche scontato una condanna in carcere.

Di questo dato ne erano a conoscenza all’Audiencia Provincial di San Sebastián, cosa che complicava enormemente la sua difesa.

L’accusa chiedeva una pena di tre anni e nove mesi, oltre al pagamento di una multa per il crimine commesso.

Alla fine, riuscimmo ad ottenere la sospensione della pena. I nostri clienti che erano arrivati in manette al Palazzo di Giustizia di San Sebastián, nel corso della stessa giornata furono rilasciati.

TRIBUNALE ISTRUTTORIO DI HARO (LA RIOJA). OMICIDIO. IMPUTATI IN LIBERTÀ.

 

Questo caso si presentava particolarmente complesso per la gravità del reato che avevano presumibilmente commesso i nostri clienti.

Il 20 giugno 2014 venne trovato su una strada rurale il cadavere di un giovane di nazionalità colombiana con i segni di vari colpi di arma da fuoco.

Le indagini della polizia conclusero che il movente del reato era stato una regolazione di conti legata al traffico di droga.

Le indagini inoltre si concentrarono su tre sospetti di cittadinanza francese, i quali a seguito di un’operazione internazionale erano stati arrestati in Francia per essere poi consegnati alle autorità spagnole.

Venne scelto il nostro studio per la difesa di due dei tre imputati.

La polizia li considerava i principali autori del crimine e il pubblico ministero aveva richiesto una condanna al carcere.

Presentandoci in loro difesa, studiammo il caso e richiedemmo una dichiarazione davanti al giudice istruttore per far luce sull’accaduto.

Chiedemmo la libertà provvisoria immediata per i nostri clienti, che fu finalmente concessa.

TRIBUNALE PENALE DI MADRID. LESIONI E ATTACCO ALL’AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA (POLIZIA).

 

Il nostro cliente, un giovane belga, con antecedenti psichiatrici di schizofrenia, aveva deciso di viaggiare in Spagna contro le raccomandazioni dei suoi medici e di approfittare dell’occasione per smettere di prendere i farmaci che gli erano stati prescritti.

Una volta in Spagna, durante controllo che due agenti di polizia gli stavano effettuando ebbe una crisi psicotica e, aggredendo violentemente i poliziotti, causò loro varie lesioni.

Dopo che il ragazzo aveva passato sei mesi in detenzione preventiva nel centro penitenziario di Soto del Real, la sua famiglia, disperata, si mise in contatto col nostro studio per cercare di risolvere la situazione.

La battaglia legale fu complicata visto che, sia il giudice che il pubblico ministero, riconoscendo la grave patologia del nostro cliente, volevano che fosse internato nel centro penitenziario psichiatrico spagnolo per una durata dai due ai sei anni. Nonostante dal punto di vista giuridico questi internati non siano considerati un carcere, in pratica sono molto peggio che il carcere stesso.

Alla fine, riuscimmo nella fase esecutiva del processo a far sì che il nostro cliente fosse rilasciato con la sospensione della condanna. Potette tornare nel suo paese, stare vicino alla sua famiglia e riprendere il trattamento psichiatrico.

TRIBUNALE PENALE DI GIJÓN. DELITTO CONTINUATO DI TRUFFA CON RECIDIVA MOLTEPLICE.

 

La nostra cliente era già stata condannata in passato in tre diverse occasioni per reato continuato di truffa.

La situazione si presentava molto delicata. Oltre ad essere stata accusato dal pubblico ministero, si era presentato un avvocato come accusa privata in nome di una delle vittime.

Inizialmente l’accusa, trattandosi di un delitto continuato ed essendo l’imputata recidiva, non aveva intenzione di richiedere una pena che fosse inferiore a due anni e un giorno.

Ciò avrebbe voluto dire una condanna in carcere senza possibilità di sospensione.

Però il problema più grande riguardava l’atteggiamento dell’accusa privata che non era disposta a ridurre le sue pretese.

Alla fine, ottenemmo una condanna a nove mesi di carcere per la nostra cliente e una notevole riduzione delle multe e indennizzi alle vittime.

In seguito a questo risultato, con una pena inferiore ad un anno, stiamo attualmente richiedendo che la condanna al carcere diventi solamente una multa, così come era concesso dal Codice Penale nella sua redazione anteriore al 2015.

TRIBUNALE ISTRUTTORIO DI MAJADAHONDA. TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA.

 

In questo caso il nostro studio intervenne in qualità di accusa privata.

Il nostro cliente era stato truffato da uno dei suoi soci. Aveva investito una notevole quantità di denaro per l’acquisizione di auto di alta gamma in Germania, apparentemente della marca Bentley. Il suo socio si sarebbe dovuto occupare di scegliere le auto per poi rivenderle in Spagna cercando di ottenere dei vantaggi.

Però non andò così, il socio finì col tenere il denaro per sé. L’affare era un imbroglio. Il nostro cliente cercò di recuperare con tutti i mezzi possibili i soldi senza successo, finchè non ricorse al nostro studio. Gli consigliammo di denunciare il socio.

In questo modo la situazione cambiò, il socio si mise in contatto con noi tramite il suo avvocato e raggiungemmo un accordo grazie al quale il nostro cliente, dopo quasi due anni, fu in grado di recuperare il denaro.

AUDIENCIA NACIONAL. TRAFFICO DI COCAINA, RICICLAGGIO DI DENARO E RECIDIVA MOLTEPLICE.

 

Questo caso si presentava particolarmente complicato per il nostro studio. Il nostro cliente si trovava in custodia cautelare a Madrid. L’accusa aveva chiesto la condanna a diciannove anni di carcere, quindici per delitto contro la salute pubblica e 4 per riciclaggio di denaro.

Essendo recidivo (era stato condannato in altre due occasioni per traffico di droga nel sud della Spagna), i quasi diciannove anni di carcere richiesti volevano praticamente dire una condanna a morte in prigione vista la sua avanzata età.

In seguito ad un arduo lavoro nella fase istruttoria, durante la quale furono evidenziate varie nullità fondamentali, il nostro studio riuscì ad ottenere per il nostro cliente la pena di tre anni e un mese (due anni e tre mesi per il traffico di droga e otto mesi per il riciclaggio).

MALAGA, “OPERAZIONE BOMBARDAMENTO”. OTTOCENTO CHILI DI HASHISH IN ELICOTTERO.

 

In questo caso si accusa il nostro cliente di far parte di una rete dedita al narcotraffico grazie all’utilizzo di elicotteri al sud della Spagna. Dopo mesi di lotta ottenemmo per lui la libertà provvisoria.

Estradizione in Venezuela. Libertà e archiviazione del caso.

 

L’Audiencia Nacional iniziò un procedimento per estradare in Venezuela un giovane oppositore di Nicolás Maduro. Nel 2016, durante una rivolta in cui si trovava coinvolto il nostro cliente, morì un capitano della Guardia Nazionale venezuelana; in seguito a quest’incidente si iniziò un’indagine per omicidio nei confronti di vari oppositori, tra i quali c’era anche il nostro cliente.

Il nostro cliente riuscì a scappare negli Stati Uniti ma venne arrestato e fu decretata la sua deportazione in Spagna per la sua doppia nazionalità ispano-venezuelana. La sua famiglia si mise in contatto con il nostro studio con l’intenzione di poter ottenere la sua libertà appena arrivato in Spagna; fu così che ottenemmo la libertà dopo la prima udienza nell’Audiencia Nacional.

Nel corso del procedimento nell’Audiencia, dato che Venezuela non rispettava il limite stabilito nel Trattato Bilaterale per presentare la documentazione estradizionale, presentammo una richiesta di archiviazione dello stesso. Nonostante l’opposizione del pubblico ministero, l’Audiencia Nacional valutò la nostra richiesta e il processo di estradizione venne finalmente archiviato.

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